cosa sono i codici cpv e come usarli per i bandi di gara

Codici CPV: cosa sono e come usarli per trovare bandi di gara

28 Agosto 2026

Chi inizia a cercare bandi di gara e appalti pubblici incontra presto una sigla ricorrente: CPV.

I codici CPV permettono di classificare lavori, servizi e forniture oggetto degli appalti e rappresentano uno dei criteri più utili per individuare le opportunità coerenti con il proprio settore. Capire quali codici utilizzare, però, richiede qualche attenzione: scegliere un CPV troppo specifico può escludere gare interessanti, mentre utilizzare categorie troppo ampie rischia di restituire centinaia di risultati poco pertinenti.

Vediamo quindi cosa sono i codici CPV, quale relazione hanno con i codici ATECO e come utilizzarli per configurare le ricerche di bandi con InfoBandiPA.

Indice dei contenuti:

Cosa sono i codici CPV negli appalti pubblici

CPV significa Common Procurement Vocabulary, cioè Vocabolario Comune per gli Appalti.

È il sistema europeo utilizzato per classificare l’oggetto degli appalti pubblici attraverso una struttura gerarchica di codici associati a lavori, servizi e forniture. Il vocabolario principale è organizzato ad albero: dalle divisioni più ampie si scende progressivamente verso gruppi, classi, categorie e codici sempre più specifici.

Questo consente, ad esempio, di partire da un grande settore merceologico e arrivare a identificare una particolare tipologia di servizio o prodotto.

Per un’impresa che cerca nuove gare, conoscere i propri CPV di riferimento permette quindi di restringere la ricerca alle opportunità potenzialmente più interessanti.

Il punto fondamentale è però capire quali CPV cercare.

Codici ATECO e CPV: qual è la corrispondenza?

Un buon punto di partenza è il codice ATECO dell’azienda.

ATECO e CPV hanno però finalità differenti. La classificazione ATECO identifica le attività economiche svolte da imprese e professionisti; il CPV descrive invece ciò che una Pubblica Amministrazione sta acquistando attraverso un appalto. La classificazione ATECO 2025 deriva inoltre dalla classificazione europea NACE Rev. 2.1.

Per questo motivo non esiste necessariamente una corrispondenza univoca tra un codice ATECO e un solo CPV.

Un’azienda può avere un’attività principale identificata da un determinato ATECO e scoprire che, nel mercato degli appalti, i propri prodotti o servizi vengono descritti attraverso numerosi CPV differenti.

Per tradurre concretamente i propri codici ATECO in CPV, conviene quindi:

  • 1
    partire dalla descrizione dell’attività e dei servizi, lavori o prodotti effettivamente offerti;
  • 2

    individuare le famiglie CPV potenzialmente collegate;

  • 3

    scendere verso i codici più specifici;

  • 4

    verificare come le Pubbliche Amministrazioni hanno classificato gare simili già pubblicate.

Quest’ultimo passaggio è particolarmente utile perché mostra come i CPV vengono utilizzati nella pratica.

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Perché una stessa attività può comparire sotto CPV differenti

Quando viene pubblicato un appalto, la Stazione Appaltante deve individuare il codice CPV che descrive l’oggetto dell’acquisto nel modo più appropriato.

La struttura gerarchica del vocabolario permette però diversi livelli di dettaglio.

Le indicazioni europee prevedono di individuare il codice più preciso possibile; quando necessario possono essere utilizzati più codici e, se il livello di dettaglio disponibile non è sufficiente, è possibile utilizzare una divisione, un gruppo, una classe o una categoria più generale.

In alcuni casi il RUP o la Stazione Appaltante può utilizzare un codice molto specifico; in altri può ricorrere alla categoria superiore che comprende una famiglia più ampia di servizi, lavori o forniture.

È proprio questo uno dei motivi per cui cercare bandi esclusivamente attraverso uno o due CPV molto specifici può lasciare fuori opportunità interessanti.

Ne abbiamo mostrato un esempio concreto anche nella nostra Guida per cercare bandi di gara e appalti per settore con InfoBandiPA, dove la stessa tipologia di lavoro può essere intercettata attraverso codici CPV collocati in rami differenti della classificazione.

Come cercare bandi per codice CPV con InfoBandiPA

Con InfoBandiPA è possibile utilizzare i CPV come filtro per costruire una ricerca dedicata al proprio settore.

La selezione può essere effettuata in modi differenti.

Si possono inserire singolarmente i CPV già conosciuti, ad esempio quelli utilizzati nelle gare alle quali l’azienda ha partecipato in passato, oppure partire da una categoria CPV più ampia e selezionare in massa i codici contenuti al suo interno.

La parte più importante è trovare il giusto livello di precisione.

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Troppi CPV: il rischio di avere risultati poco pertinenti

Se nella ricerca vengono incluse intere famiglie CPV senza effettuare una scrematura, il numero dei bandi individuati può aumentare rapidamente.

  • Il risultato è una ricerca formalmente completa, ma difficile da utilizzare: molti dei bandi visualizzati potrebbero riguardare forniture, servizi o lavori che l’azienda non svolge realmente.

Troppo pochi CPV: il rischio di perdere gare interessanti

Il problema opposto si verifica quando vengono selezionati solamente pochi codici estremamente specifici. Una Stazione Appaltante potrebbe aver classificato una gara interessante attraverso un CPV differente oppure attraverso una categoria superiore. La ricerca, in quel caso, rischierebbe di non intercettarla.

La configurazione migliore nasce quindi da un equilibrio tra CPV specifici, categorie più ampie e altri criteri di ricerca.

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Su InfoBandiPA è possibile, ad esempio, incrociare i codici CPV con parole chiave, territorio, Stazione Appaltante e altri filtri, salvare le ricerche più utili e attivare gli avvisi per i nuovi bandi corrispondenti ai criteri impostati.

Approfondisci: Guida per cercare bandi di gara e appalti per settore con InfoBandiPA.->

Come scoprire i CPV utilizzati realmente dalla PA

Quando non si sa da quali codici partire, un’altra fonte preziosa sono le gare già concluse e i contratti pubblici.

  • quali CPV sono stati utilizzati per acquistare prodotti o servizi simili ai propri;
  • quali codici ricorrono più spesso nel proprio settore;
  • quali Stazioni Appaltanti acquistano quella particolare tipologia di fornitura;
  • con quali CPV sono stati classificati i contratti ottenuti dai concorrenti.

In questo modo la ricerca dei CPV parte dai dati reali del mercato degli appalti.

Con InfoBandiPA è possibile utilizzare anche le informazioni relative a esiti di gara, aggiudicazioni e contratti pubblici per approfondire il mercato e individuare nuovi criteri da inserire successivamente nelle proprie ricerche.

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Da quali CPV dovrebbe partire la tua azienda?

Per chi si avvicina per la prima volta alla ricerca di bandi di gara, il consiglio è di non cercare immediatamente di costruire una lista definitiva.

Parti dai codici ATECO e soprattutto da ciò che vendi realmente alla PA. Individua una prima rosa di CPV, verifica le categorie superiori e confrontala con i codici presenti nelle gare e nei contratti già pubblicati nel tuo mercato.

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A quel punto puoi configurare su InfoBandiPA più ricerche mirate, combinarle con parole chiave e altri filtri e affinare progressivamente i risultati.

L’obiettivo è semplice: ricevere abbastanza opportunità da non perdere gare interessanti, senza dover analizzare ogni giorno decine di bandi fuori settore.

Con InfoBandiPA puoi cercare i bandi attraverso CPV, parole chiave e altri criteri, salvare le ricerche e ricevere gli aggiornamenti sulle nuove opportunità.

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